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(di Carmine Ranieri Guarino – Emanuele Canta) – Nella “piazzetta” della Caserma Ugolini c’erano tante persone ma un silenzio irreale. L’unico rumore a rimbombare nel “vuoto” era quello degli anfibi degli uomini dell’Api. Tutto intorno dolore, commozione, occhiali a nascondere le lacrime, tanti abbracci e tanto silenzio.

Perché forse di parole da dire davanti alla bara di un ragazzo di trentatré anni morto ce ne sono poche. E per questo i colleghi, gli amici, i familiari hanno scelto di salutare con il silenzio Andrea Vizzi, l’appuntato ucciso lunedì scorso per sbaglio da un suo stesso collega durante un’esercitazione delle “Aliquote di primo intervento”, il corpo antiterrorismo dei carabinieri.

Andrea_vizzi

Venerdì pomeriggio, alle 15 in punto, Andrea è tornato a “casa” sua. L’Arma ha allestito la sua camera ardente nel comando provinciale dei carabinieri di Milano, quello stesso comando a cui apparteneva il giovane militare. Il suo arrivo è stato accolto dalle trombe che hanno intonato l’onore ai caduti, mentre tutti si mettevano sull’attenti in una triste sfilata funebre.

Al centro – tra due “ali” fatte dai carabinieri – è passato il feretro di Andrea avvolto nel tricolore e portato a spalla dai colleghi, amici, della sua squadra Api. Loro stessi lo hanno poi sistemato nella camera ardente e hanno lasciato il suo cappello con la fiamma davanti alla bara. Lì, per tre ore, sono arrivati militari, poliziotti – la fidanzata della vittima è un agente del Commissariato Sempione – ed esponenti dell’amministrazione comunale.


Fuori dalla saletta, come a volerlo “scortare” per l’ultima volta, sono rimasti immobili i colleghi dell’appuntato, che da novembre scorso con lui dividevano le giornate e il lavoro. Sulla spalla sinistra di uno di loro c’era l’adesivo “A-Team”, il nome che la squadra di Andrea si era dato. E che lo ha accompagnato anche nel suo ultimo giorno a Milano.

Alle 18, quando la camera ardente è stata chiusa, il feretro del trentatreenne è partito verso Corigliano d’Otranto, nel Leccese, dove si terranno i funerali. (Milano Today)

 

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