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Luigi Di Maio chiama il generale e lui risponde “presente”. E’ Sergio Costa, generale di Brigata dell’Arma dei carabinieri, che il candidato premier dei 5 Stelle vorrebbe nel suo governo come ministro dell’Ambiente. “Da servitore dello Stato, qualora fossi indicato, mi renderò disponibile” è la risposta di Costa ripresa dal quotidiano Il Messaggero.

L’irritualità della “chiamata”, che è avvenuta mentre  Costa è ancora in servizio, e che l’Arma ha di fatto appreso dai giornali, ha fortemente irritato il comando generale dei carabinieri. In un comunicato, l’Arma precisa che da ieri e fino al 6 marzo Costa sarà in licenza. Poche e laconiche righe: ” Il generale di Brigata Sergio Costa , comandante della region e Carabinieri Forestale Campania, ha fornito la propria disponibilità ad assumere un incarico di governo, qualora chiamato a farlo. Nel contempo, ha chiesto di essere posto in licenza per evitare che la sua personale decisione possa condizionare le attività di servizio.”

la politica non ha più limiti e pur di accaparrarsi voti promette mari e monti come si diceva, poi si arriva all’ammiccamento per prendersi i voti delle Forze dell’Ordine con operazioni equivoche, stessa cosa che ha tentato di fare Berlusconi, ora la ritenta Di Maio proponendo un generale dell’Arma.

Sgarbi naturalmente fa la sua campagna elettorale stigmatizzando l’uscita di Di Maio in questi termini:

«Non era mai capitato – fa notare Sgarbi –  che un Generale, senza prima sospendersi o entrare in aspettativa (dovere etico, prima di tutto) entrasse da protagonista in una campagna elettorale»

«E’ un fatto assai grave – attacca Sgarbi – che un Generale dei Carabinieri, istituzione a garanzia di tutti i cittadini, prima del voto, con una esplicita dichiarazione, per pura propaganda elettorale, contro ogni regola e galateo istituzionale, accetti la proposta d’incarico a ministro da parte di un sedicente candidato Presidente del Consiglio, peraltro di un governo che non ci sarà mai».


Resta il fatto che il primo a tirare in ballo l’Arma dei carabinieri è stato proprio Silvio Berlusconi con il nome del Generale Leonardo Gallitelli, già capo di stato maggiore e comandante generale dell’Arma.

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